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Incendio ai Mercati Generali 1943

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INCENDIO AI MERCATI GENERALI

1943,
il nostro bel paese si trovava in piena crisi, una data che ci ricorda subito l’ultima guerra, erano passati pochi giorni da quando gli alleati conquistarono la Sicilia con l’intento di avanzare verso nord costringendo il Regno d’Italia alla resa, cercando di provocarne la fuoriuscita dell’Asse. Queste operazioni portarono morte e distruzione in molte città Italiane, gli Anglo-Americani pur di cacciare l’invasore tedesco non esitavano a bombardare ogni punto cruciale; i loro quartier generali, obbiettivi sensibili come scali ferroviari, porti, aeroporti e strade di collegamento importanti. Per i vigili del fuoco ci fu gran lavoro, il più straziante era il recuperare le vittime rimaste sotto le macerie, spegnimento di incendi, messa in sicurezza di stabili pericolanti ecc. Nonostante tutto questo vi erano sempre gli interventi ordinari, quelli che purtroppo accadono ancora oggi, si va dal banale danno d’acqua all’incendio di vaste proporzioni.

Ed è proprio di un incendio impegnativo che questa ricerca racconterà. Era il 16 giugno del 1943, in via Genova di turno al centralino il vigile Monti, alle 18:30 dopo aver risposto al telefono e dato l’allarme, notifica un incendio presso i mercati generali tra via Ostiense e via Francesco Negri, sembrava bruciassero dei banali legnami. Non essendo stata specificata la gravità del sinistro venivano inviate semplicemente, la I celere e la I ordinaria. (La celere si intende un piccolo autocarro veloce, attrezzato per la preparazione dell’intervento all’arrivo della partenza ordinaria, se di importate rilevanza) In questo caso veniva accertato che si trattava di un incendio nella zona centrale di un grande reparto all’interno dei mercati generali, confinante con via Francesco Negri. All’ arrivo dei vigili l’incendio aveva già assunto vaste proporzioni, facilitato dalla grande abbondanza di materiali infiammabili. Nelle immediate vicinanze del rogo non erano presenti idranti, l’incendio necessitava di una grande quantità di acqua. Immediatamente vennero richiesti alla caserma centrale l’invio di tutte le autobotti disponibili coinvolgendo anb 001ca 001he quelle del servizio comunale, nonché di altre partenze dalla vicina sede Ostiense. Sul posto a dirigere le operazioni in primo momento vi erano gli Ufficiali Riccardo Calpini e l’Ing. Oriani, successivamente assumeva la direzione dell’intervento l’Ing. D’Acierno. Diffusasi la notizia in tutta Roma, anche il Direttore Generale dei Servizi Antincendi Alberto Giombini, si intrattenne lungamente sul luogo dell’incendio. Nel frattempo che le fiamme continuavano ad alimentarsi aiutate dal forte vento, i vigili tentavano di arginare il fuoco con miseri getti d’acqua provenienti da alcune cassette per l’innaffiamento esistenti nel mercato. Il personale della I orinaria provvide allo stendimento di una lunga condotta da 70 mm attaccata ad un lontano idrate sulla via Ostiense, anche qui i risultati furono scarsi, all’erogazione l’acqua usciva con una minima pressione. Ormai in quella zona più o meno circoscritta vi era un gran fervore, il fuoco minaccioso era sotto il tiro dei vigili che, anche se con poco materiale estinguente riuscivano appena ad arginarlo e ad arrestare il suo propagarsi. La prima autobotte mandata dalla centrale fece il suo arrivo, i vigili accorsi per primi poterono finalmente tirare un sollievo, mentre un primo e poderoso getto da 70mm andava a proteggere la parte estrema del reparto interessato, un punto dove anche la grande tettoia dello scalo ferroviario interno ai mercati poteva rimanerne coinvolta. Nel frattempo, e prima che fosse possibile disporre di getti di acqua da 70mm ad erogazione continua, il fuoco, negli altri reparti e proprio nel punto dove era iniziato il tutto divampava nuovamente e sempre più violento. Il forte vento di levante ed il materiale contenuto nei vari reparti interessati non fecero altro che accrescere la violenza del fuoco. Le autobotti richieste erano arrivate, portando con se la ragione della vittoria sul fuoco, e proprio quando i vigili ormai allo stremo delle proprie forze, dopo poco si ebbe la ragione definitiva del sinistro. Circoscritto il fuoco, iniziò il lungo lavoro per lo spegnimento di innumerevoli focolai, una bonifica che interessava sia l’interno dei mercati generali che l’esterno in via Francesco Negri.
Il lavoro si pote’ considerare concluso intorno alle ore 22:30, gli automezzi e gli uomini rientrarono nelle proprie sedi, ma venne lasciato sul posto fino alle ore 03.00 del mattino, una sola squadra di sorveglianza. Durante l’intervento ci fu una considerevole collaborazione da parte di alcune squadre antincendi del genio e dell’aeronautica. Vennero impiegati per l’intervento; la I celere, otto partenze ordinarie, dodici autobotti con 180 vigili, ventuno autobotti del comune provvedevano al rifornimento idrico. Furono versati sull’incendio circa 800 metri cubi di acqua, si consumarono 650 litri di benzina e 1450 litri di gasolio. Durante l’intervento ci fu anche il crollo parziale di un padiglione che travolse un militare del genio ed il vigile Boccalati Ludovico del corpo di Vercelli, i due soccorritori riportarono solo lievi ferite. E’ da tener presente che l’incendio pote’ assumere vaste proporzioni per l’assoluta mancanza di riserve d’acqua nell’interno dei mercati, per la scarsità e la distanza degli idranti dalla zona dei mercati stessi. Le cause dell’incendio rimasero ignote. I danni ammontarono a circa 2.000.000 di lire.

 

 

Dalla relazione del Geometra Calpini
del 16/06/1943 n° 7353                                                                                                             GSVVFRoma

E.B.

                                                                                                                                                                                                 ….

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