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i Vigili del Fuoco di Sua Santità

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I Vigili del Fuoco di Sua Santità  

I Servizi Antincendi nello Stato della Città del Vaticano

di Alessandro Mella

Le origini dei Vigili del Fuoco Pontifici

Lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo stato indipendente del mondo poiché conta meno di mille abitanti ed è distribuito su poco più di 0,44 kmq.
Il Capo dello Stato, il Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica, regna quindi su una piccola nazione racchiusa nella città di Roma, vera e propria enclave nel territorio italiano. Prima del 1870, com’è noto, gran parte del centro Italia si trovava sotto la sovranità dello Stato Pontificio prima che quest’Entità nazionale venisse notevolmente ridimensionata a seguito dell’annessione della “Città Eterna” al Regno d’Italia.
Il Servizio antincendi dello Stato della Chiesa, le cui origini risalivano al periodo d’annessione all’Impero di Francia di Napoleone Bonaparte, finì con il tempo per ridimensionarsi notevolmente. Il problema apparve immediatamente assai grave poiché, ieri come oggi, il territorio della Santa Sede era un vero e proprio scrigno ricolmo di preziosi documenti, di biblioteche, di tesori storici ed artistici i quali, per loro stessa natura, erano costantemente esposti al pericolo di incendi . La questione si trascinò a lungo, almeno fino a quando, nel 1929, i Patti Lateranensi posero fine alla contesa tra il Vaticano e l’Italia ed il conseguente periodo di distensione e di rinnovata amicizia consentì un ammodernamento dello Stato Pontificio ormai improcrastinabile.
Valga come esempio il ricordo del grave incendio che, nel 1904, spinse il Sindaco di Roma, Don Prospero Colonna, e l’allora Sottosegretario Ronchetti ad essere le prime autorità italiane ad entrare in Vaticano dopo il 1870. Tutto iniziò quando il bibliotecario, Padre Ehrle, venne informato di un piccolo focolaio che si stava sviluppando in una stanza dove un miniaturista, preso dalla propria arte, ne aveva cagionato il divampare senza neanche rendersene conto. Questi avvisò quanto prima il Segretario di Stato Cardinale Merry del Val, il quale comprese immediatamente il pericolo che poteva rappresentare quell’incendio. In pochi istanti il rogo avrebbe potuto scatenare tutta la sua furia distruttiva di fronte alla quale la pur lodevole, ma nei fatti insufficiente opera delle quattro o cinque Guardie del Fuoco a disposizione sarebbe valsa a poco.
L’intervento dei pompieri romani fu giocoforza invocato, pertanto, tra lo stupore generale degli alti prelati presenti i quali avevano recepito quell’appello come un motto sacrilego pronunciato tra le Sacre Mura pontificie. I Vigili del Fuoco italiani in Vaticano?
Certo si trattava di una mossa protocollarmente azzardatissima, poiché la crisi diplomatica era aperta da decenni ed il Concordato ben lungi dall’essere soltanto ipotizzato. Ma il Cardinale non si fece intimidire da quella Corte di porporati che forse avrebbero preferito le fiamme al sacrilegio e prontamente raggiunse gli alloggi papali. Messo di fronte a tale potenziale disastro il Santo Padre Pio X rispose:“Chiami chi vuole, Eminenza, purché la bella biblioteca sia salva!”Un caso, un semplice caso, fece dei pompieri della Città di Roma, celermente partiti dalla caserma di Via Genova ed accorsi in ausilio ai colleghi pontifici, i primi e veri precursori del Concordato tra il Regno d’Italia e lo Stato della Chiesa.
Nonostante le già accennate polemiche politiche, la giusta scelta compiuta dal Sommo Pontefice rese evidente il grave rischio derivante dall’assenza di un efficiente servizio antincendi e si rese necessaria la costituzione di un’apposita commissione   d’inchiesta, presieduta nientemeno che dal Cardinale Achille Ratti, il futuro Papa Pio XI.

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L'insegna posta presso la caserma del Cortile Belvedere. (Concessione Corpo VVF SCV)

L’incidente, tuttavia, non fu sufficiente a dare l’impulso necessario perché venisse sviluppata una nuova organizzazione e, per molti anni ancora, rimasero in servizio soltanto sei pompieri posti al comando di un graduato e muniti di poca, insufficiente attrezzatura.
Negli anni a seguire il carico di lavoro fu tanto modesto che si decise di affidare loro sia il servizio di centralino telefonico che, successivamente, il ruolo di ascensoristi presso il cortile di San Damaso, dove avevano sede e anche il Papa Benedetto XV, sottolineando così la loro pur vigile inoperosità, ebbe a scrivere su una dedica che riconosceva i meriti dei suoi pompieri, ma si augurava di non dover mai necessitare della loro opera:“Benediciamo di cuore le guardie del fuoco nel Vaticano, coll’augurio che non abbiano mai a spegnere incendi, perché noi siamo anticipatamente persuasi del valore che nell’eventuale circostanza saprebbero dimostrare”
Successivamente al Concordato del 1929 si iniziò a poter contare seriamente e liberamente sull’opera dei pompieri italiani della Città di Roma, i quali, negli anni immediatamente successivi, ebbero occasione di intervenire tre volte nel territorio Vaticano: nel 1930, a seguito del crollo di un’ala della biblioteca che aveva causato la morte di sei persone; nel 1943, in seguito ad una controversa incursione aerea e, infine, nell’estate del 1945, quando un incendio si sviluppò in un deposito di alimentari destinati alle popolazioni colpite dalla guerra appena passata. Ma in questo caso la loro opera fu limitata poiché, come vedremo, i colleghi della Città del Vaticano, ormai meglio organizzati e muniti dei mezzi necessari, avevano già domato autonomamente il rogo. Infatti, nel corso del 1941, regnante Sua Santità Papa Pio XII, si decise di riorganizzare seriamente i Vigili del Fuoco del Vaticano, poiché il conflitto in corso, destando comprensibili preoccupazioni, suggeriva di munirsi di un’organizzazione efficiente ed autonoma. Furono presi in servizio dieci vigili, opportunamente formati ed accasermati in nuovi locali prospicienti il cortile bramantesco del Belvedere. Il Corpo, affidato alla protezione di Sant’Antonio Abate, si rese prontamente attivo in tutte le necessità di soccorso del pur piccolo territorio

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Autoscala con personale negli anni '60-'70. (Concessione Corpo VVF SCV)

di propria competenza. Di questa operosità ne troviamo ulteriore traccia sul quotidiano torinese “La Stampa” che, nel numero del 12 Maggio 1944, scriveva:“Nella mattinata del 5 Maggio numerosi quadrimotori alleati hanno lanciato numerose bombe esplosive ed incendiarie sul territorio papale, bombe che hanno provocato incendi – fra cui uno al Belvedere – che non hanno potuto essere estinti se non dopo parecchie ore di intenso lavoro da parte dei soldati e Vigili del Fuoco del Vaticano.”
Le ricerche esperite in merito a quest’azione dell’aeronautica alleata non hanno fornito ulteriori elementi di prova ed è ipotizzabile che si sia trattato di una notizia diffusa dalla propaganda della Repubblica Sociale Italiana, anche se è opportuno segnalare che pure “Il Messaggero”, quotidiano della Capitale, riferiva di un’incursione con mitragliamenti avvenuta nella stessa data sul quartiere del Quadraro.
Finita la guerra, l’organico dei Vigili del Fuoco pontifici aumentò leggermente, così come riportato in un breve appunto pubblicato sulla rivista “Antincendio”. Nel 1956 erano presenti un Ufficiale, il Tenente Ing. Giulio Buffato, un Maresciallo, due Brigadieri e quattordici Vigili, ognuno munito di un “mestiere” al fine di poter disporre di persone capaci d’affrontare con perizia ogni intervento. Una rete idrica collocata presso la Cappella della Madonna di Lourdes forniva acqua, grazie a due serbatoi ed una centrale di alta pressione, in tutta la Santa Sede. I Vigili, divisi su due turni, avevano tra l’altro il compito di visitare due volte al giorno tutti gli stabili del Vaticano, secondo percorsi prestabiliti e controllati, passando per palazzi, sotterranei e gallerie tra le 17.30 e le 19.30 e tra le 22.30 e le 24.00. La puntualità era garantita da un sistema di orologi che verificava il corretto passaggio della cosiddetta “ronda preventiva”.
A quell’epoca le uniformi del Corpo, molto simili a quelle italiane, erano composte da un giacchino corto, pantaloni alla zuava di colore marrone (un po’ più scuri di quelli italiani), bustina, stivali in cuoio nero e cinturone con spallaccio tipo “Sam Brown” sempre marrone. Alla bustina ed al bavero veniva portato un fregio a fiamma sormontato dall’emblema della Santa Sede. Lo stesso fregio era collocato sull’elmetto di modello Pirelli/Violini. Nel tempo le tenute si sono

Immagine che mostra l'uniforme con cinturone di sicurezza ed elmo Violini/Pirelli. (concessione Corpo VVF SCV)

evolute seguendo di massima le nuove e più moderne dotazioni che il mercato ha reso disponibili, pur munendo sempre le divise di specifici fregi e mostreggiature specifiche.

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Il particolare fregio introdotto negli anni '50. (Rivista antincendio)

Fino all’anno 2002 il Corpo dei Vigili del Fuoco, così come quello della Gendarmeria, si trovava alle dipendenze della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato. Fu da quell’anno che, in seguito alla Legge sul Governo dello Stato, venne creata la Direzione dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile che diede l’avvio ad una nuova riorganizzazione del Corpo, opportunamente riqualificato e formato presso le strutture del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco italiano e vestito con nuovissime uniformi più in linea con le normative attuali. Anche la sede di servizio ed il parco mezzi sono stati rinnovati e modernizzati portando il Corpo ad un livello di efficienza notevolissimo al fine di poter far fronte con competenza e consapevolezza ai gravosi compiti che gli sono affidati, partendo dalla sicurezza e prevenzione fino al soccorso tecnico urgente in ogni suo aspetto peculiare come i servizi antincendi, NBC e di primo soccorso.

A ciò si aggiunge la manutenzione garantita ad impianti antincendio ed estintori collocati presso le strutture della Città Stato del Vaticano, non ultimo l’eliporto presso cui vengono garantiti appositi presidi ad ogni spostamento del Santo Padre o di importanti Autorità in visita. Più rare le operazioni fuori dal territorio Vaticano, ma tra queste è importante ricordare la partecipazione del Corpo al recente sisma che, nel 2009, ha sconvolto l’Abruzzo. Otto Vigili del Fuoco vaticani hanno infatti prestato soccorso presso la cittadina di Onna portando il loro prezioso aiuto alle popolazioni colpite dal violento terremoto. A quel tempo il Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile, Domenico Giani, dichiarò:
“In questo momento, sono impegnati sul posto l’Ufficiale responsabile dei Vigili del Fuoco, l’ingegnere De Angelis, che è un ingegnere strutturale, esperto in questo campo. C’è una squadra composta da otto elementi, con alcuni mezzi dotati anche di sofisticati sistemi di protezione civile, e proprio per questi casi hanno portato dei materiali e delle altre cose per la popolazione, e si trovano ad Onna, in questo paese che è stato completamente distrutto, e stanno lavorando con i Vigili del Fuoco italiani e con le forze di polizia italiane in questo momento.”
L’attuale Ufficiale Addetto è l’Ing. Paolo De Angelis ed il Cappellano è Monsignor Giulio Viviani. Le funzioni religiose del Corpo si svolgono per lo più presso la Cappella di San Pellegrino ed i Santi Patroni del Corpo sono San Leone IV e Santa Barbara. Il primo viene ricordato per via della miracolosa e leggendaria estinzione, grazie alla benedizione apostolica impartita dalla loggia della Basilica Vaticana, dell’incendio in Rione Borgo nell’anno 847 e la seconda, Santa Barbara, viene festeggiata il 4 Dicembre data in cui si celebra anche il Corpo stesso.
Oggi, come ieri, il Corpo dei Vigili del Fuoco del Vaticano rappresenta un’importante e vigile sentinella posta a tutela del più grande patrimonio culturale e storico dell’umanità.

 

Ringraziamenti
L’autore desidera ringraziare i colleghi della Città Stato del Vaticano ed in particolare il Comandante Dott. Ing. Paolo De Angelis per la cortesia e disponibilità.

Un ulteriore ringraziamento a Claudio Gioacchini, Enrico Branchesi e Marcello Giovanni Novello.

Fonti

Rivista “Antincendio”, Anno 1957, P. 335

Rivista “Il Pompiere Italiano”, Anno 1932, P. 22

Quotidiano “La Stampa” edizione del 12 Maggio 1944

Quotidiano “Il Messaggero” edizione del 05 Maggio 1944

Quotidiano “La Nazione” edizione del 01 Gennaio 1932 X E.F.

http://www.vaticanstate.va/IT/Servizi/Direzione_SdS_VVFF/corpo_dei_vigili_del_fuoco.htm

(Consultato il 05/11/2011)

http://it.wikipedia.org/wiki/Corpo_dei_Vigili_del_Fuoco_dello_Stato_della_Citt%C3%A0_del_Vaticano

(Consultato il 06/11/2011)