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GIUSEPPE ORIGO – 1809

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MARCHESE GIUSEPPE ORIGO

Primo Comandante dei Vigili del Fuoco di Roma

di Enrico Branchesi e Claudio GioacchiniM. Giuseppe Origo 1

Le origini della famiglia Origo partono dalla città di Trevi nell’Umbria, la nobile Casata si trasferì a Roma verso la fine del XV secolo, insediandosi stabilmente nel rione Sant’Eustachio, dove ancor oggi esiste il loro settecentesco palazzo con ingresso in via di Torre Argentina.
Figlio di Vincenzo Origo e di Cristina Conti, Giuseppe nacque a Roma il 24 marzo 1782, compì i suoi studi presso il Collegio Romano, si appassionò nei rami della chimica, della fisica e meccanica, in seguito ne fece la sua attività.
Fu la Consulta Straordinaria per gli Stati Romani che, con decreto del 19 agosto 1809 istituì il Corpo dei Pompieri, passarono pochi mesi e Origo ebbe ufficialmente l’incarico di organizzarlo. Lo curò in modo esemplare con quotidiana dedizione, ormai noto studioso nel campo della fisica, tra l’altro socio dell’Accademia dei Lincei, poté adeguare alle necessità i progressi tecnici atti a migliorare il funzionamento del nuovo Corpo dei Pompieri romani che guidò per ben ventitré anni.
Nel 1829, dopo alcuni studi insieme al noto fisico, professor Aldini, idearono e provarono delle tute con copricapo in amianto, su delle persone, facendole passare tra muri di fiamme, uscendone completamente indenni, visto il risultato dotò subito i suoi uomini di tali attrezzature, ne diede pubblica dimostrazione nell’anfiteatro Corea.
Nel corso degli anni continuò a dare prova di efficienza ed una esemplare organizzazione al Corpo dei Vigili.
Durante l’occupazione napoleonica di Roma il marchese Origo vestì anche funzioni pubbliche, si avvalse il merito di “aggiunto al maire di Roma incaricato della pubblica istruzione”.
Dal 1816 fù nominato presidente del rione Sant’Eustachio, con l’incarico di capo del locale ufficio di polizia.
Il 27 novembre del 1826 il Cardinale Segretario di Stato conferì al Tenente Giuseppe Origo il grado onorario di Colonnello, seguito da innumerevoli elogi per lo zelo e la somma intelligenza con cui portò i Vigili di Roma ad un aspetto altamente professionale.
Arrivò poco oltre l’età di cinquant’anni affaticato e in precarie condizioni di salute, il Comandante volle ritirarsi a vita privata intorno alla metà del 1833, in una sua casa di Tivoli, poté trovare il desiderato riposo solo per pochi mesi, purtroppo cessava la sua esistenza la mattina del primo dicembre dello stesso anno.
Prima di lasciare il servizio da Comandante e i suoi Vigili, si preoccupò di garantire la direzione del Corpo di Roma al futuro successore Don Michelangelo Caetani, duca di Sermoneta, con nomina dal 31 agosto 1833.
Ad onorare e premiare la fervida attività sempre sollecitamente svolta in tanti campi dal Marchese Giuseppe Origo non mancarono certo riconoscimenti ufficiali da parte delle supreme autorità sia in patria che all’estero, venendo incluso da Pio VII tra i Camerieri segreti soprannumerari nel 1816, secondo una notizia riportata dal Diario di Roma n° 49 del 19 giugno, quindi ascritto nel 1824 dal Re di Francia Luigi XVIII tra i Cavalieri della Legion d’Onore ed insignito, infine, da Gregorio XVI nel 1832 della Commenda dell’Ordine di San Gregorio Magno, appena istituito.
La sua più grande soddisfazione fù l’opera svolta tra i Vigili romani in loro favore, tanto da disporre nel testamento di essere sepolto con lapide dove si esprimeva in special modo di aver istituito il Corpo dei Pompieri di Roma. La pietra sepolcrale ancor oggi visibile nella chiesa di San Pastore, sita nella omonima tenuta allora di sua proprietà estesa nel territorio di Gallicano.
Fu un uomo di fede religiosa, di sinceri sentimenti e di carità cristiana, Giuseppe Origo fu inoltre deputato di varie istituzioni pie, quale la Congregazione degli Operai della Divina Pietà, un sodalizio di laici che aveva come fine primario quello di provvedere al sostentamento delle povere famiglie.
La chiesa di San Gregorio a ponte quattro capi, fù ceduta alla Congregazione da Benedetto XIII nel 1727, Origo ne fù amministratore e a questa stessa lasciò per testamento tutti i suoi beni liberi da qualsiasi precedente vincolo in qualità di erede universale.
Con una lapide posta verticalmente alle pareti della chiesa stessa, viene così ricordato:

JOSEPHUS ORIGUS MARCHIO

ROMAE ORTUS VII KAL. APR. MDCCLXXXII

OSSA AD S. PASTORIS ADQUIESCUNT

DUX MILITUM QUI RESTINGUENDO SUNT IGNI

QUOS IN URBE PRIMUS INSTITUIT

EQUES LEGIONIS AB HONORE DICTAE

LUDORUM SAECULARIUM CURATOR

ALTER A PRAEF. URBIS AD REGIONEM EUSTACHIANAM

SODALITATEM A DIVINA PIETATE

CUJUS FUERAT EX DECURIONIBUS

BONARUM SUORUM SCRIPSIT HEREM

QUAE. SACRUM. QUOTANNIS. BENEMRENTI.DECREVIT

(Marchese Giuseppe Origo, nato a Roma il 16 marzo 1782, morì a Tivoli il 1 dicembre 1833.

Le spoglie riposano presso la chiesa del San Pastore. Capo dei Vigili (soldati che devono spegnere il fuoco) che per primo istituti a Roma.

Cavaliere della Legione d’Onore, responsabili dei ludi secolari nominato dal prefetto della città alla regione Eustachiana, lasciò i suoi averi alla Congregazione della divina Pietà la quale fissò annualmente un rito religioso in onore del meritevole Marchese.

 

Arch. Capitolino

March. Origo-Del RE

L’olio su tela del Marchese Origo fa parte della  collezione della Congregazione della Divina Pietà.