Incendio al Palazzo della Cancelleria

PALAZZO DELLA CANCELLERIA
 ROGO DI FINE ANNO – 31 DICEMBRE 1939

di Claudio Gioacchini ed Enrico Branchesi

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E’ il 31 dicembre del 1939, nella sede Centrale dei Vigili del Fuoco di Roma si festeggia l’anno che se ne va. Tutto trascorre tranquillo, non ci sono state richieste di soccorso nemmeno per la pericolosità dei fuochi d’artificio di fine anno. Ma ecco, finito il brindisi, il suono della sirena per la prima partenza, esattamente alle ore 0,15 del nuovo anno. La segnalazione arrivata al centralino di via Genova è di un violento incendio divampato al palazzo della Cancelleria, situato tra Corso Vittorio e Campo De’ Fiori, struttura del 1513, ad oggi Tribunale della Santa Sede, sulla lunga facciata in stile rinascimentale è incorporata la chiesa di San Lorenzo in Damaso. Tra le prime squadre, anche il vigile Roberto Donnini, entrato nel Corpo di Roma nel 1938, la testimonianza dell’evento lo riporta indietro nel tempo, i suoi ricordi ancora lucidi sono di un gran bagliore visibile già da via Nazionale, un rosso vivo a contrasto con il buio della notte. Dietro di loro a seguire altre autopompe, autoscale, e quanto poteva servire per ogni evenienza. I vigili arrivati sul posto constatavano che l’incendio divampava in modo violento nella chiesa e particolarmente nella copertura della navata centrale, controllato proprio dal nostro testimone Donnini, nel salone dei cento giorni, nell’attiguo salone dei Vescovi e nella copertura provvisoria, costruita a protezione dei lavori in corso su via del Pellegrino, e il fuoco minacciava di estendersi su tutto il palazzo.

L’incendio, per la sua vastità minacciava di avvolgere il tutto in un unico rogo e i vigili affrontarono l’impresa con potenti getti d’acqua da tutti i lati, nonostante le difficoltà da superare come l’intenso calore, il fumo densissimo, crolli continui di materiali vari, e i passaggi ostruiti che rendevano difficoltoso lo stendimento delle tubazioni di mandata. Sul posto il Comandante dei Vigili di Roma ed il Sottufficiale Alberto Cosimini che, con notevole capacità, posizionarono i vigili nei giusti settori, e riuscirono, anche con la prontezza ed i mezzi a disposizione, ad arrestare e circoscrivere l’implacabilità delle fiamme. A Donnini fu assegnato il compito di spegnimento nella parte alta dell’edificio, dove le enormi capriate in legno antico erano ridotte a tizzoni carbonizzati, e Roberto ricorda che a Roma c’era la neve ed anche se era su un rogo, quindi il calore doveva sentirsi, dal gran freddo le mani a contatto con la lancia che buttava acqua, si congelavano.

Nel frattempo una squadra forzava una porta della sacrestia verso il lato di via del Pellegrino perché l’accesso della chiesa era impraticabile a causa delle fiamme, così si poté consentire al parroco ed ad altri funzionari della Santa Sede di mettere in salvo gli arredi sacri, mentre altri vigili addetti ad operazioni di spegnimento all’interno della chiesa provvedevano al recupero di altre opere preziose. Un maggiore sforzo per i vigili fu chiesto per l’Aula Magna, un tesoro d’arte, che il fuoco avrebbe distrutto per sempre.

Il grande incendio era stato stretto in una morsa su tutti i fronti e quindi circoscritto. Piccoli focolai qua e là, e i vigili, con seri rischi, per estinguerli definitivamente dovevano cimentarsi in ardui passaggi, come camminare su dei cornicioni ed addirittura sugli spessori dei muri. La chiusura dell’intervento si poteva ritenere conclusa dopo circa 9 ore di faticosa lotta contro il fuoco. Per maggior sicurezza e a garanzia di ogni improvviso evento, sul posto veniva lasciata una squadra di vigili per tutto il giorno e la seguente notte.

Durante l’opera di spegnimento accorsero sul posto Autorità e Funzionari, il Direttore Generale dei Servizi Antincendi, l’Ispettore Generale, il Governatore di Roma, il Prefetto,il Questore ed altri funzionari dello Stato del Vaticano. Nella mattina successiva giunse in visita il Cardinale Luigi Maglione, Segretario di Stato di Sua Santità, il quale a nome del Vaticano proferì parole di alto elogio per la professionalità e l’ardimento del 73° Corpo dei Vigili di Roma.

Bibliografia:
Rivista Vigile del Fuoco – aprile 1940

 

Author: enri