Olimpiadi di Roma – 1960

OLIMPIADI di ROMA 1960
Affermazione prestigiosa dei Vigili del Fuoco

 

di Enrico Branchesi

NINO BENVENUTI

Ai XVII Giochi Olimpici, svoltisi a Roma, partecipò anche il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con una nutrita squadra di atleti: cinque ginnasti, un pugile, due nuotatori e due pesisti.

Il pugile, era in servizio presso le Scuole Centrali Antincendi, gareggiava nella categoria dei pesi welter e riuscì ad imporsi guadagnando la medaglia d’oro. Si trattava del nostro carissimo Nino Benvenuti che sconfisse il sovietico Radonyak.
Benvenuti aveva già conquistato nel 1957 – 1959 il titolo di campione europeo, per la categoria welter pesante.

Paolo Galletti, il nuotatore, era un vigile del fuoco volontario nella città di Firenze e portò la maglia azzurra difendendo il primato italiano dei 400 metri stile libero.

Andrea Borgnis con Luciano De Genova scelsero la specialità atletica del sollevamento pesi. Borgnis, un milanese, della categoria massimi – leggeri, sollevò da terra, in sole tre prove, 407,5 Kg.
De Genova, iGiovanni Carminucci l biondo molto noto in atletica come una persona semplice e tenace, riuscì ad entrare in nazionale nonostante una brutta operazione al ginocchio sinistro.

Altra affermazione importante arrivò nella specialità della ginnastica artistica. I vigili che si impegnarono con la squadra che si cimentava in questa disciplina appartenevano ai comandi di Milano, Torino, Venezia, Genova e delle Scuole Centrali Antincendi di Roma.
La preparazione sportiva della ginnastica artistica richiese anni di lavoro per raggiungere una formidabile tecnica di allenamento.
Le gare di Roma furono le prime, dopo quelle di Los Angeles del 1932, in cui gli italiani, Neri e Guglielmetti, guadagnarono la medaglia d’oro sulle parallele e sul volteggio a cavallo. Nella competizione di Roma ’60 la medaglia d’argento venne conquistata da Giovanni Carminucci nelle parallele, il vigile rappresentò un’affermazione individuale di importantissimo rilievo.

Nella ginnastica a squadre i ginnasti del Corpo Nazionale portarono il loro contributo conquistando la medaglia di bronzo.
Le affermazioni in campo Olimpico della nostra Amministrazione furono merito di quei gruppi sportivi che seppero operare con diligenza e serietà favorendo proprio il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco anche curando appassionatamente la formazione dei propri atleti.

Al riguardo non possiamo dimenticare il nome del professor Enrico Massocco, Direttore Ginnico Sportivo delle Scuole Centrali Antincendi, che da molti anni si dedicava con entusiasmo alla preparazione ginnica, ottenendo risultati molto soddisfacenti dall’addestramento del vigile del fuoNino Benvenuti co, strettamente in sintonia con l’attività professionale e quotidiana che li distingue. Il metodo organizzativo del professore consisteva nel curare assiduamente la preparazione dei migliori atleti. La sua capacità di motivare le persone e la sua autorità contribuirono a portare alla realizzazione di una serie di brillanti successi nelle Olimpiadi di Roma e negli eventi sportivi dei decenni successivi.

Per tale competizione, Roma, venne presa d’assalto dai tanti appassionati delle varie discipline, la città vide aumentare in modo notevole il volume del traffico urbano, hotel e campeggi divennero praticamente stracolmi, quindi anche i pericoli ed i rischi aumentarono notevolmente. Per l’occasione venne istituito un nuovo servizio dai vigili del fuoco di Roma: le "pattuglie mobili".
Erano in tutto dieci squadre ciascuna formata da una campagnola e da un autopompa. Erano automezzi strettamente collegati via radio con la centrale di via Genova, ed una di queste squadre venne collocata nei pressi del villaggio olimpico.
Il comandante, Giuseppe Oriani, illustrò alla stampa tale servizio, divenuto operativo dal 20 agosto per poi terminare il14 settembre.
Le pattuglie erano così composte: cinque dei sette vigili prendevano posto sull’autopompa mentre gli altri due sulla campagnola con a bordo attrezzatura varia, come autoprotettori, una motopompa, tubi, estintori ecc.
La loro dislocazione non superava il raggio di sette – otto chilometri dalla centrale, i percorsi erano prevalentemente verso il centro, in modo da raggiungere con la massima rapidità il luogo del sinistro.
Con la temporanea assegnazione del personale dalle varie sedi preesistenti, alle nuove pattuglie mobili, il comando dei vigili del fuoco di Roma richiamò in servizio centocinquanta volontari, ragazzi che avevano già effettuato il servizio militare nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Pattuglia mobile in servio nei pressi dello stadio Olimpico

Author: enri